Il Rifugio Gianni Palmieri, noto anche come Rifugio Croda da Lago, sorge a 2042 m sulle rive del suggestivo Lago de Federa, tra la Croda da Lago e il Becco di Mezzodì, in un ambiente dolomitico di grande fascino tra boschi e pascoli.
La sua storia inizia nel 1901, quando la guida alpina Giovanni Barbaria, detto “Zuchin”, costruì il rifugio, allora chiamato “Barbaria Hütte”, e lo aprì al pubblico il 2 settembre 1901. Nel 1905, nonostante la frequentazione crescente, Barbaria decise di venderlo alla Sezione di Reichenberg del Club Alpino Austro-Tedesco. I nuovi proprietari ampliarono e migliorarono la struttura, inaugurandola il 31 agosto 1905 con il nome di “Reichenbergerhütte”. La gestione fu affidata a Serafino Lacedelli, che la mantenne fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Dopo il conflitto, nel 1920, il rifugio tornò al CAI Cortina, assumendo il nome di Rifugio Croda da Lago. Riaprì nel 1923 dopo importanti lavori e venne gestito per ben 23 anni dai coniugi Achille Toscani e Vittoria Zardini. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, fu occupato come presidio e subì danni.
Dal 1946 la gestione passò a Marcello Siorpaes, e il 18 luglio 1948, grazie al contributo della famiglia Palmieri in memoria del figlio caduto in guerra, il rifugio venne rinominato “Rifugio Gianni Palmieri alla Croda da Lago”. Dagli anni Sessanta la gestione proseguì con il figlio Renato, fino al 1993.
Dal 1994 è gestito da Modesto Alverà con la famiglia, con continui interventi di miglioramento. Nel 2001 il rifugio ha celebrato il suo centenario con una grande festa alpinistica.
Oggi il Rifugio Gianni Palmieri (Croda da Lago) è un punto d’appoggio accogliente e autentico, ideale sia per una sosta durante l’escursione sia per vivere la montagna con calma, fermandosi a dormire.
Dispone di posti letto in camere e camerate e ristorante dove assaporare piatti della tradizione. Il rifugio rimane aperto anche durante la stagione autunnale, considerata da molti il periodo più bello per visitare questa zona: i larici si tingono d’oro e il foliage trasforma l’area del Lago de Federa in un vero spettacolo naturale. Dal rifugio lo sguardo spazia tra boschi, pascoli e pareti dolomitiche, con viste magnifiche sulla Croda da Lago e sul Becco di Mezzodì, regalando viste indimenticabili.